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di Marcella Muglia

Il Death Fest di Las Vegas, come si evince dal nome, è un festival assolutamente di nicchia, per appassionati di death metal e maniaci di ogni tipo: serial Killer, psicopatici vari, misantropi, ma anche metallari brufolosi armati di pistole ad acqua bollente. A parte gli scherzi, Death Fest significa tre giorni di musica estrema con band mondiali (sia nel senso della caratura che dell’esclamazione) che si alternano sul palco fino allo sfinimento, chiamate a partecipare da ogni dove terreno e ultraterreno. Il festival nasce per supportare una realtà estrema, volutamente di nicchia, dove ogni dettaglio scenico ed extrascenico ha il suo perché: location, arredamento, merchandise superfigo, dischi da paura (in tutti i sensi) e aria bruciante; ma anche performance artistiche, make up ed esibizioni di ogni tipo – davvero fuori dal comune – rendono il Death Fest unico al mondo, fra la brulicante miriade di DeathFest sparsi sul pianeta.
Per l’edizione 2019 dall’Italia sono già stati confermati accanto agli Antropofagus e ai Xenomorphic Contamination i nostri supercazzutissimi Deathcrush (il cui frontman, per la cronaca, collabora con Undergrond X; e questo, con un po’ di buona volontà e immaginazione, fa di Underground X ospite del Deathfest).
I Deathcrush sono in giro dal 2003 e hanno prodotto – oltre a una demo e un mini cd – uno split e due album promossi con tour europei; in particolare con l'ultimo lavoro – Hell (novembre 2017, per The Spew Records) – la band ha ricevuto un gran bel riscontro da parte di pubblico e critica che, appunto, li ha messi al fianco di nomi come Antropofagus, Hour of Penance e Septycal Gorge.
In attesa del bill definitivo è consigliabile fare un po’ d’esercizio nelle palestre di wall of death che ultimamente stanno aprendo ovunque. C’è abbastanza tempo per allenarsi: il Deathfest si svolge dal 6 all’8 giugno!
Mosh up!

Marcella Muglia

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