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di Alessio Sechi



35 anni fa, mentre USA e URSS rischiavano di portare il mondo verso il disastro atomico, quattro ragazzi del Quebec stavano mettendo in musica le tensioni politiche e sociali della guerra fredda, unendo la furia iconoclasta del Thrash Metal e dell'Hardcore Punk, creando un mostro sonoro chiamato Voivod.
Voivod non era solo il nome della band, ma anche il protagonista dell'universo post apocalittico disegnato dal batterista della band Michel Langevin, un immortale vampiro che vaga tra le macerie di un mondo in rovina.

Dopo più di tre decenni e con più di una dozzina di album alle spalle, la band, celebra i 35 gloriosi anni di attività con un nuovo tour e un album fresco di stampa:The Wake. L'Italia è toccata da 3 date del tour: Roma, Bologna e Milano. Ed è proprio in quest'ultima che vedo il quartetto in una forma invidiabile.
La venue che ospita l'evento è Santeria Social Club, un locale che quest'anno, dopo aver ospitato Amenra, Boris, High On Fire, Sleep, Corriosion of Conformity e il "Solo Macello Festival", sta diventando un piccolo tempio per il metal nel capoluogo lombardo.
Arrivo sul posto poco prima dell'inizio del concerto della band principale, perdendomi le due band di supporto (i thrasher Game Over e i deathster Nightrage) ma avendo tutto il tempo per visitare, nell'atelier a pochi passi dalla sala che ospita l'evento, la piccola mostra dedicata ai bellissimi disegni di Langevin.
La sala concerto nel frattempo si va riempiendo e prima che le luci si spengano noto come l'età media del pubblico sia particolarmente alta. Un fatto che certifica da un lato un ricambio generazionale che fatica ad arrivare, dall'altro l'amore viscerale dei metallari per un genere che si appresta a compiere mezzo secolo di vita.

Alle 22.00 si spengono le luci e la band sale sul palco accolta dal boato del pubblico: Post Society apre le danze di una setlist tiratissima. La band è compatta e l'impatto sonoro in sede live è davvero devastante. Classici come Ravenous Medecine si alternano a nuovi brani come Obsolete Beings e Iconspiracy che non sfigurano assolutamente, segno di come i Voivod abbiano ancora voglia di dire la propria. Denis "Snake" Belanger è il mattatore della serata. La sua voce ruvida e oscura e la carismatica presenza sul palco sono una garanzia. Ride e scherza con il pubblico tra un pezzo e l'altro, che da par suo risponde benissimo, intonando cori da stadio verso il quartetto canadese.
Tra una mazzata e l'altra si arriva alle battute conclusive, in cui prima di suonare la loro omonima traccia Voivod, il gruppo rende omaggio al compianto Denis "Piggy" D'Amour, autore del sound che ha contraddistinto pietre miliari come Killing Technolgy e Phobos. Il pubblico si unisce all'omaggio urlando il suo nome e "Snake" ne sembra particolarmente colpito. Finito il brano la band si congeda, ma solo temporaneamente, prima di essere richiamati a gran voce sul palco per concedere il bis.
Overreaction chiude l'ora e un quarto di concerto e alla fine sono applausi a scena aperta per una band che dopo 35 anni riesce ancora a stupire.

Alessio Sechi

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ph. di Alessio Sechi


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