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di Marcella Muglia

Non sense, horror, splatter e surreale sono i caratteri principali del nuovo lavoro di Nicola Stradiotto: Tropical Zombie, un fumetto pubblicato ad aprile da BOLO Paper in tiratura limitata.
Abbiamo a che fare con un viaggio onirico in un condominio surreale, un centinaio di stanze disseminate in 31 tavole dal tratto rosso dove tutto può accadere. Ogni stanza  racchiude un mondo fatto di stranezze, misteri, vuoti e orrori come fossero l'altra faccia del reale, e invece ne sono la rappresentazione più cruda, horror e splatter. Il viaggio tra dimensioni parallele di questo racconto orrorifico è fatto di lame, croci, ombre oscure, corpi abbandonati, volti celati, bucati, trapassati, e ancora fiumi di sangue, bare e navicelle aliene, il tutto senza ricorrere a didascalie di alcun tipo che con tutta evidenza svilirebbero la forza evocativa e paradossale delle immagini. 
Fumetto sì, dunque, ma niente balloon e niente lettering. Il tratto si presenta con uno stile semplice e minimale che cerca di far emergere un reale crudo, oscuro e violento, ma sempre addolcito da buone dosi di ironia e cinismo che non guastano mai. Insomma il lavoro di Nicola non pretende che ci si soffermi sulla singola pagina, magari per apprezzare la bellezza del disegno o del singolo dettaglio, ma ha una forza espressiva che tiene il lettore agganciato a ogni tavola, per cercare significati nascosti che sembra di avere sempre lì sulla punta della lingua e del naso, ma inesorabilmente ogni tentativo di ordinamento logico-razionale finisce nell'ennesima porticina che porta ad altri sogni, ad altri misteri e riflessioni... dunque, giustamente, ad altri orrori.
Il condominio rappresentato è come il nostro inconscio: ogni stanza ha i suoi mostri, perciò ognuno può scegliere di soffermarsi dove ritiene opportuno, oppure aspettare che lo zombie interiore (l'amministratore interno, diciamo così) ci prenda per bene e ci faccia marcire completamente.
Con questo fumetto l'autore sembra proseguire concettualmente il lavoro precedente, Lost Identity, uscito l'anno scorso per Aletheia, dove l'attenzione pare focalizzata sull'individuo; l'essere umano infatti viene spersonalizzato, completamente destrutturato, privato della sua identità in un mondo sempre più digitalizzato, dove l'identità è costruita perlopiù nei selfie e nei social. Perciò le illustrazioni raccolte sono a dir poco surreali: figure anatominche raffigurate senza tratti somatici e senza sesso, dettagli e particolarità del viso sostituiti da segni, vuoti e righe, come a sottolineare la mancanza di qualcosa o l'eccesso di qualcos'altro.
Con orrorifica ironia e una bella dose di cinismo la ricerca di Nicola è iniziata, ora aspettiamo con curiosità il prossimo lavoro.

Marcella Muglia

Tropical Zombie - Video





Un breve excursus tra le illustrazioni di Lost Identity nel link

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