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di Marcella Muglia

Artisti e musicisti stanno vivendo un momento difficile, una sorta di limbo da cui con coraggio e creatività continuano a far uscire le loro produzioni.
Ho scambiato due parole con il rapper Futta in occasione della prossima uscita del suo nuovo lavoro, Basgi da l’intòrriu tradotto in “Baci dalla periferia, provincia, hinterland” o ancora meglio “Baci dalla Sardegna”.
Non poteva mancare una considerazione sul lockdown e sul particolare momento storico che stiamo attraversando.
Via, passo la parola a Riccardo.

Come rapper, ma anche come attivista, come stai vivendo questo lockdown? Hai delle paure a riguardo? Sia a livello personale che a livello politico generale.

Subito con la domanda difficile! Umanamente penso di vivere la quotidianità di questo momento un po’ come tutti, fra ansie per un lavoro perso o bloccato, per un parente anziano o un amico malato, in generale per le nostre vite in pausa che non si sa se e come cambieranno. Allo stesso tempo non provo paura, oltre ad aver sviluppato degli anticorpi per difendermi dalle mie paure sono fiducioso che la Scienza e il Sapere umano troveranno una soluzione. Durante questo periodo di ozio forzato ho cominciato a leggere fra le altre cose pagine riguardanti le grandi epidemie della storia, dall’antichità all’età contemporanea; potrebbe sembrare una strana reazione ma leggendo di come il genere umano ha reagito, delle volte uscendone anche migliore (a livello materiale, intellettuale, tecnico o scientifico), mi ha rassicurato.

Come rapper la vivo ovviamente da osservatore del mio tempo, questa esperienza ce la ricorderemo per tutta la vita e anche se magari non scriverò mai nulla per raccontarla sarà comunque una delle tante esperienze che mi porterò dietro e che influenzeranno la mia produzione; contando che non è ancora finita e chissà cosa succederà, sia a livello strettamente personale che comunitario; e poi comunque in tutto questo tempo libero qualcosa la scrivo e mi occupo dell’uscita del nuovo album in tutta tranquillità.

Come persona con una sensibilità umana e politica mi sono ovviamente interrogato su qualsiasi aspetto di questa situazione, mettendo in dubbio ogni cosa.
La privazione delle nostre libertà fondamentali, la svolta autoritaria, l’ulteriore militarizzazione e controllo della popolazione, le contraddizioni di un putrescente sistema capitalista sotto gli occhi di tutti, sono solo alcuni esempi dei ragionamenti che provo a fare quotidianamente. La speranza è quella che alla fine di questa situazione il popolo non solo pretenda ogni tipo di libertà perduta ma che esca cosciente dei soprusi e le ingiustizie subiti nella quotidianità precedente al virus ed estremizzati durante l’emergenza. Che si accorga che il problema non sono solo i momenti di crisi (economica, sanitaria etc.) ma che la gestione di questi problemi e delle nostre vite è affidata ad un sistema che difende i privilegi di pochi a discapito del benessere per tutti. Il virus non conosce classe sociale ma le classi popolari saranno comunque le più colpite da questa situazione sotto ogni aspetto : sanitario, sociale ed economico. Io spero che il post pandemia e la crisi economica che accompagnerà possano contribuire a combattere l’individualismo tipico del nostro tempo e far sviluppare coscienza politica, di classe e di popolo nelle classi subalterne utile a pretendere una vita e un mondo nuovo, libero dallo sfruttamento dell’uomo sull’uomo mettendo l’essere umano (inteso come genere umano, legato all’ecosistema) e il suo progresso al centro del nostro cammino comune. Sono fiducioso che tutto questa accada? No, però lo spero.

 


Mercoledì prossimo, il 22 aprile, rilascerai il primo singolo di un nuovo lavoro, ci vuoi dire qualcosa sul brano?

Sì, innanzitutto il brano si intitola Bomber, inteso come lo storico giubbotto usato dagli Skinheads e, nella sua versione più appariscente, da molti BBoy&BGirls.
Il brano racconta in maniera nostalgica l’adolescenza di provincia vissuta con i miei amici di sempre, la scoperta dell’hip hop, i graffiti, i pomeriggi buttati in strada, le notti nelle piazzette, i concerti nelle bidde. Tutto sfumato con l’alcool e condito con varie spezie. Tutto sembrava magico e nuovo e, nei nostri ricordi, ovviamente migliore.
Ora abbiamo 30 anni e delle volte siamo un po’ stressati da un lavoro che o non c’è o ce n’è troppo, dall’emigrazione subita direttamente o indirettamente, dalla delusione di una vita adulta che non era quella che sognavamo. In questo lasso di tempo cambiate tante cose, però io continuo a portare il bomber con i pugni in tasca come ci ha insegnato un amico skinhead. È un fatto di appartenenza a una specie in estinzione e un’epoca di cui siamo sopravvissuti, che ricordiamo sicuramente in maniera romantica, romanzata e idealizzata, ma che comunque ci ha reso quello che siamo oggi. Tanto gli eroi non esistono e i giorni felici sono pochi, però noi continuiamo a esistere, con un’identità ben definita e sfoggiata attraverso il nostro storico bomber.

 

Questo album uscirà dopo 4 anni dal precedente, ci racconti la gestazione e sopratutto come pensi di fare uscire questo disco? Intendo in fatto di promozione e distribuzione.

Allora, l’album prima di tutto ha due autori. Me medesimo alle rime e mio compare Isma Killah alle produzioni. L’idea dell’album è nata appunto dal fortuito ritrovamento di una raccolta di brani rimasterizzati di uno storico gruppo della Sassari Beat ’60/’70. Ascoltando il disco e rimanendo a bocca aperta dalle sonorità contenute ho proposto a Isma di estrapolare SOLO da questa raccolta tutti i campioni con cui avrebbe prodotto le strumentali del nostro album; essendo Isma uno dei migliori produttori hip hop sardi e un feticista del campionamento. Durante questo lungo lavoro di produzione io ho cominciato a scrivere e registrare i testi sui loop e i provini che Isma mi mandava, modificando la strumentale o la struttura dei miei brani secondo il parere di entrambi.
L’album uscirà con l’etichetta cooperativa CORSBROSPROD con sede ad Ajaccio (Corsica) che si occuperà sia della stampa su supporti fisici (cd, cassette, vinile) che della distribuzione online. L’album uscirà per metà frazionato tramite i singoli e per metà in blocco. I singoli usciranno tutti in anteprima sul sito della label (www.corsbros.com) e in seguito su youtube accompagnati da video o visual, con una cadenza più o meno mensile. L’uscita dei singoli verrà anche accompagnata da un servizio fotografico della Red Whale Conspiracy in stile “album di viaggio”, una serie di foto ricordo e cartoline che ritraggono me e Isma in una improbabile gita nei luoghi raccontati in maniera diretta o indiretta attraverso l’album. La RWC ha curato tutti i progetti grafici dei miei lavori passati compreso quest’ultimo (foto, grafiche, copertina etc.).
Poi ovviamente, pandemia e carabinieri permettendo, vorremmo suonarlo in tutti i palchi della galassia che è l’unico vero motivo per cui ci appentiamo così tanto!

 

C'è un tema di fondo che unisce i pezzi? o hai affrontato diverse tematiche?

No non c’è un tema di fondo, diciamo che non è un concept album, anche se parzialmente lo si può intendere così. Il titolo Basgi da l’intòrriu (Baci dalla periferia/provincia/hinterland) vuole appunto mandare un saluto in rima da un luogo periferico, non inteso come la periferia metropolitana (Il ghetto americano o la banlieue francese) ma piuttosto come una macro-zona geografica lontana dai centri economici e di potere, come appunto la Sardegna, che condivide una parte delle contraddizioni della periferia metropolitana ma che ne sviluppa anche di proprie. I temi trattati quindi sono un po’ lo specchio della quotidianità di questi luoghi, le ansie, le paure e la rabbia di chi li abita, le ingiustizie e le contraddizioni che nascono dalla posizione subordinata, il tutto narrato sia in prima che in terza persona. C’è però spazio anche per pezzi hip hop fine a se stessi, rap che parla di rap, tecnicismi etc. in lingua turritana magari, per rimarcare comunque la diversità e la tipicità dei luoghi anche attraverso la lingua del rappato.
Per concludere volevo innanzitutto ringraziare voi per il lavoro che fate e lo spazio concessoci; mio fratello Isma Killah a cui va la maggior parte del merito di questo lavoro, la CorsBrosProd e la RWC per il grosso lavoro “dietro le quinte”. Salutando tutti quelli che avranno il piacere di leggere questa intervista ricordo che il primo singolo uscirà Mercoledì 22 aprile 2020 alle ore 12:00 su www.corsbros.com, di seguire me, Isma Killah e la CorsBrosProd sui nostri canali social per tutti i futuri aggiornamenti e sopratutto di supportare l’hip hop della vostra zona, non per campanilismo ma perché il sangue nelle vene dell’underground è la gente, e senza la gente finiscono i giochi.


Marcella Muglia







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