Recensioni





Texile – Blu macchiato di blu / EP
Stella Recordings / 2017
Pop-rock, Canzone d'autore
Ascolta il brano: Non è niente

I Texile percorrono strade musicali parallele che si fondono, incontrano e scontrano (questione di gusto) là dove il picco della tensione del suono e del racconto raggiungono l’apice. Ci sono, non soffrono di vertigine, e lo dimostrano con questo primo EP "Blu macchiato di blu", preludio dell’album in uscita per questo 2018.
La prima "Anche se" è una traccia metropolitana, uno sguardo malinconico alla città della vita lanciato alla stessa dalla vetrata di un loft. Non vedi, ma senti. E percepisci gli ampi spazi, dove la musica assume i contorni della materia che accompagna. La voce di Grace, salda e sinuosa, detta i tempi e nell’accelerazione – delicata in crescendo ma chiaramente percepita – lancia testo e intenzione nel vuoto, e si torna al conforto di una trama chiaramente scritta che nel suo variare ritorna. “Un amore malato, un amore mai nato”, il leitmotiv non è certo novità ma fa presa perché tocca le corde di un condiviso cuore tormentato.

La seconda traccia “Non è niente” riavvolge la bobina sino al 1963: richiama a una pellicola costruita in Sardegna, regalata alla memoria da una Catherine Spaak su sfondo d’orchestra, dove un piacevole contrasto fra la linea vocale e il tessuto sonoro, complesso, costringe all’attenzione e all’ascolto. Cullato da un’onda e dal canto d’una sirena lontana il pezzo giunge a riva dolcemente nei 3’04” della traccia, e in un the end intimamente strumentale.

“Settembre” (videoclip) è tutt’altro che autunnale, non rinuncia a nulla. È un brano quasi spensierato nel raccontarsi, perché in questo caso la band ama “lasciarsi andare, in mezzo al mare, per naufragare”, ma attenzione perché il messaggio arriva integro: confezionato e recapitato all’interno di una bottiglia. Va solamente estratto, declinato e riferito al genere e al gradimento, ma ha un senso che aspetta di essere capito e, magari, donato ad altro orecchio.

“Lontano Lontano” richiama ancora una volta al mare, che cura e trascina, che culla e fa affogare. La voce si erge a protagonista ma non sminuisce ciò che la circonda, nel Blu macchiato di Blu: è l’ennesima costante che scivola sulla ridondanza, che elimina gli spigoli della ridondanza. C’è una forte vena cantautorale in questo EP, ci sono richiami al presente della scena italiana, al confine fra l’indie e il pop, oggi emisferi difficilmente definibili, pluriesplorati, a volte coincidenti, spesso incompatibili. Ascoltare per prendere una posizione, e scegliere.

Giovanni Dessole

Link Video - Settembre







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