Recensioni



Trigale – In pancia al pesce – CD
Autoprodotto – 2018
Rock 'n' roll, Blues

In pancia al pesce, primo lavoro in studio dei Trigale, è un disco pieno di suggestioni, piccole storie in soggettiva che tutti possiamo fare nostre, un libro di racconti letto magistralmente. C’è anche molta Sardegna tra le righe di questo piccolo romanzo in musica, calda, a volte soffocante, altre volte fondale discreto sul quale mettere in scena la vita di tutti i giorni. Ricorda La ragione delle mani di Emidio Clementi: dieci canzoni, dieci storie semplici, eleganti, legate da un filo rosso, forse due. Il primo filo è l’estrema fluidità dello storytelling, la capacità di passare con leggerezza dall’ironia di brani come Non ti va mai bene niente e Quattro cantoni di cemento grezzo alla profondità di Prato nero e Veranda affacciata sul nulla. C’è poi la musica, una miscela di country rock, blues e folk, suonato in modo da non cozzare con il cantato in italiano, una maniera nostrana di portare il blues senza scimmiottare la tradizione, che ricorda Roberto Ciotti nelle colonne sonore del primo Salvatores.
Il trio è molto affiatato, si diverte e si sente. I suoni, registrati al Noize Lab Studio da Samuele Dessì, sono sempre limpidi, pur restituendo a pieno le dinamiche di un’esecuzione live. Suoni puliti, ma anche troppo a mio avviso: sporcare le parti country sarebbe stato divertente, ma questo è giusto un mio desiderio.
In pancia al pesce merita un ascolto tutto d’un fiato, per cogliere al meglio ogni sfumatura. Se così non fosse, godetevi La pazienza, splendida ballad corale, La legge del più forte, un bellissimo slow blues fuori da ogni schema, oppure Veranda affacciata sul nulla, perfetta suite di chiusura, adagiata sul traffico notturno come una Heart of saturday night ambientata in Sardegna.
Marco, Nicola e Roberto hanno avuto l’ardire di creare un disco in italiano suonando chitarra, basso e batteria, cosa che in quest’Italia è uno sgarbo da mozzare le mani.
Inutile sottolineare che i Trigale hanno tutta la mia stima.
Bravi!

Marcello Spriergrhr

 

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