Recensioni



Mario Nardi & USDE – II / CD
Le Officine / 2019
Alternative rock
Ascolta il brano: Jane

Semplice e mai banale arriva II doppio album dei Mario Nardi & Underground Sunshine Drum Ensemble. La prima parte del secondo lavoro per i ragazzi del Sulcis è uscita lo scorso 19 marzo, quattro brani che miscelano folk, indie, blues e suoni caraibici.
Il duo nostrano entra in studio nel maggio del 2018 per Le Officine con Mario Aledda, produttore esecutivo tramite la Cisterna Produzioni, dopo il successo dell'omonimo e primo disco del 2015 con cui hanno girato in vari festival e aperto numerosi live tra cui Summer Is Mine, Karel Music Expo, Waves Festival e i concerti di Giorgio Canali, Giorgio Poi, Gionata Mirai, Francesco Motta e Umberto Maria Giardini.
Mario Nardi & USDE tornano con 4 tracce, alcune già edite ma con arrangiamenti nuovi e sonorità frizzantine per un lavoro breve e concentrato che porteranno in giro in tour per nella penisola.
A differenza del precedente Mario Nardi & Underground Sunshine Drum Ensemble le atmosfere del folk indie britannico, molto care a Nardi, vengono messe in secondo piano per lasciare ampio sfogo alla batteria di matrice punk di USDE, Lorenzo Mele. Detto questo risultano comunque impegnativi e produttivi gli otto anni trascorsi a Londra dove il cantautore ha inciso il suo EP da solista This Music Is Organic EP.
Ritmi incalzanti, sincopi virtuose e quella leggerezza traslucida tipica dell’indie che ti fa venire voglia di birra, di sottopalco e di amici sudati. Per chi come me è appassionato del genere ritroverà in II la spinta verso un indie più all'americana, la freschezza dei Vampire Weekend, dei primi Foster the People o degli irlandesi Two Door Cinema Club, per esempio in Jane, ma ancora la potenza dei Foals, Kasabian, Tame Impala in “Space Trip”, e sebbene meno allucinata e stroboscopica la batteria degli Animal Collective in Caraibi.
Un album da cui trapela una grande passione per la musica e conferma la riuscita del sodalizio cominciato nel 2015 e che appariva vincente dal primo istante, quando i due decisero di dedicarsi esclusivamente alla musica nella bella Sardegna, scelta audace e ammirevole. Una dedizione che si manifesta anche nelle svariate citazioni disseminate nei brani o nella surreale cover del disco, ricca di divertenti camei: il psichedelico brano Speed Bonzo, per esempio, è un omaggio a John Bonham, batterista dei Led Zeppelin, rappresentato poi da uno scheletro surreale.
Che dire ancora, ascoltateli! Le tracce sono disponibili su iTunes, Spotify e sul profilo YouTube della band.

Annamaria Quidacciolu

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