Recensioni




Simulakrum Lab – Simulakrum Lab II / Cd
Autoprodotto / 2019
Elettronica, synthwave

Simulakrum Lab II è il nuovo lavoro di Paolo Prevosto, grande appassionato di fantascienza e horror anni ’80, nonché fondatore e responsabile del sito Fantascienza Italia. Parliamo di elettronica in cui domina il sound analogico dei sintetizzatori Prophet, Moog e Korg; si tratta di un omaggio dichiarato al genere cinematografico di riferimento e in particolare alle diramazioni b-movie divenute oggettivamente cult. Carpenter per esempio, John Carpenter, il celebre regista idolatrato dagli appassionati del genere, è una figura chiave di questo simulacro elettronico e in generale della cultura anche musicale di Paolo Prevosto. Infatti Simulakrum Lab II vuole essere una sorta di colonna sonora parallela, virtuale se vogliamo, o semplicemente onirica dei viaggi mentali e cinematografici dell’autore rispetto a capolavori come quello di Carpenter 1997: Fuga da New York. Il famoso regista è anche musicista e compositore delle colonne sonore dei suoi film e non è un caso che suo figlio Cody sia diventato un tastierista assai stimato negli ambienti progressive e fusion; e proprio lui, Cody Carpenter in persona, ha collaborato attivamente alla realizzazione di questo lavoro offrendo il suo apporto e la sua esperienza di musicista pienamente radicato, e si può dire nato, nell’habitat naturale di questo album: il fanta horror degli ’80.



Gradevoli e riconoscibili le influenze di mostri sacri del genere come Goblin e altri pionieri dell’electro prog che hanno accompagnato e a volte lanciato film cult indiscussi: uno su tutti, Profondo Rosso. A questo proposito è doveroso segnalare che Claudio Simonetti, fondatore e attuale prosecutore del progetto Goblin, è una vecchia conoscenza di Paolo Prevosto, tant’è che il precedente Simulakrum Lab (il volume uno uscito nel 2013) vanta la collaborazione del leggendario tastierista nel brano Aggregat 4 (sempre nello stesso album troviamo il basso di  Fabio Pignatelli – pure lui Goblin – e Fulvio Gaslini).
Ma tornando a questa nuova versione del simulacro bisogna dire che un occhio di riguardo, proprio nella sua intenzione immaginifica, è rivolto al mondo dell’astronautica,  grande passione di Paolo Prevosto che si intuisce bene già dalla copertina: e tra i brani cantati – molto suggestiva la prestazione della canadese Dana Jean Phoenix – troviamo in Radical un esplicito riferimento all’Apollo 11. Altra preziosa e determinante collaborazione è la chitarra di Gil Miloni (Gil & The Electric Vampires e Dressed in black trio), anche lui amante lucido e consapevole della synthwave e di quella che possiamo definire cultura Carpenter a tutto tondo.
E ora una chicca per nerd e nostalgici incalliti: a proposito di retrogame, insieme al disco è possibile scaricare un video gioco vintage anni ’80! Attenzione però a non confondere gli omaggi e le celebrazioni con il vintage fine a se stesso: è chiaro che la sperimentazione resta un ingrediente imprescindibile di questo tipo di viaggio, a tutti gli effetti lunare.

Paolo Lubinu


www.simulakrumlab.com

simulakrumlab.bandcamp.com/



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