Recensioni



Vera Project – Senza Titolo, CD
Autoprodotto, 2019
World Music
Ascolta il brano: Vera

I Vera Project esordiscono a febbraio con quest’album Senza titolo, fatto di sole, terra, mare e vento in faccia: una continua e raffinata ricerca sonora che semina le sue radici tra musiche popolari e in particolar modo nella World Music, districandosi in sperimentazioni più moderne ed elettroniche. Otto tracce che catturano al primo istante conducendoci in una narrazione di tempo e orizzonti antichi e nuovi, dove il filo conduttore è l’amore in tutte le sue vesti: da quello che riporta a una pura essenza infantile con leggerezza e gioia, in cui ci invita l'opener Amousè Toi, a quello richiamato in Jana con atmosfere di balli e riti di chiara – e oscura – provenienza nuragica.
In generale la struttura melodica dei brani si presenta come un tappeto morbido che accoglie in un unico abbraccio sardo, francese e inglese un’armonia elegante, ma non dirompente, che ha lo scopo di valorizzare la voce soave e cristallina di Elisabetta, ma non mancano picchi di potente carica espressiva come in Vera, densa e vibrante preghiera.
La Favola di Carlotta appare nella sua semplicità come un libro per bambini dai colori di tonalità pastello che ci racconta un mondo di campi, fiori e api con la sola presenza di chitarra e voce. Raving for Music è una dichiarazione del sentimento per la musica: vera religione del mondo, mentre Indispensabile è un momento di toccante introspezione in cui è sempre l'amore che “trasforma e illumina la nostra evoluzione”. In Le miel de vie, gli strumenti  intonano una fiera marcia che diventa inno corale nel nome della libertà. Conclusione più oscura, invece, nel violoncello di Vaneggio che gradualmente incalza in rintocchi drum ‘n’ bass più incisivi e taglienti, ma sempre mantenendo quel velo di eleganza che contraddistingue tutto il disco.
Davvero un gran bel lavoro.

Daniela Dark

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