Recensioni




Metropol - Un nuovo inverno nucleare, CD
Superdoggy Music, 2019
Rock, Indie


Il quartetto originario di Viareggio, Metropol, esordisce con il primo album nel massimo rispetto della tradizione da cui attinge.
Nati nel 2016 i quattro rocker di provincia – così si autodefiniscono – escono con questo disco intitolato Un nuovo inverno nucleare, a distanza di due anni dall'EP d’esordio, Farabola.
L'evoluzione del gruppo rispetto al precedente capitolo discografico è evidente soprattutto nell'esecuzione dei singoli musicisti, nella disciplina dei suoni e nella cura degli arrangiamenti.
La voce urlata, le chitarre distorte e l'andamento ritmico richiamano immediatamente alla memoria la new wave e il rock indie dei Tre Allegri Ragazzi Morti, Fast Animals And Slow Kids, Verdena e soprattutto The Zen Circus.
Non a caso la produzione del disco è affidata proprio a quel Karim Qqru che nel Circo Zen suona la batteria, coadiuvato in questa impresa da Andrea Pachetti che arriva dall'elettro hardcore.
Le sonorità vedono le chitarre farla da padrone, sorrette da una buona sezione ritmica serrata e dinamica. Su tutto spicca la voce che risulta convincente nell'espressione dei testi, le cui tematiche toccano l'incomunicabilità, le incertezze e la voglia di fuga dalla vita di provincia.
Il disco è stato anticipato dai singoli Booster Spirit e Fango che spiegano perfettamente lo spirito di un album che scorre, con qualche ripetizione, attraverso i 10 brani che lo compongono.
Tra gli episodi più interessanti ci sono Canzone per farti addormentare, Maestrale e Vorrei fosse più facile per quanto riguarda gli arrangiamenti.
Un lavoro onesto e compatto ma che non riesce a brillare per originalità. Le influenze della band si fanno sentire in modo pesante e i brani tendono a somigliarsi senza che  qualcosa all'interno del disco spicchi, nonostante la presenza di due produttori come Qqru e Pachetti.
Un disco che non deluderà i fan del genere e che comunque rappresenta un'evoluzione tecnica e stilistica per il quartetto viareggino.

Marco Zuppa

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