Interviste

DI NIKE GAGLIARDI

Songwriter raffinato e dal sound essenziale



The Heart and The Void è il nome del progetto solista del cagliaritano Enrico Spanu, songwriter raffinato e dal sound essenziale che rimanda il pensiero tanto al Bob Dylan degli esordi quanto alla migliore produzione indie-folk contemporanea.
Appena nato, il progetto viene subito notato e The Heart & The Void calca i palchi di importanti festival sardi tra cui il Karel Music Expo a Cagliari e l'Abbabula Festival a Sassari.
Nel 2013, vede la luce il suo primo EP, "Like a dancer", un lavoro che mostra con efficacia la qualità artistica del musicista: un folk che strizza l'occhio al pop nelle composizioni, affidato ad arrangiamenti scarni (i brani sono quasi tutti esclusivamente voce e chitarra), a un fingerpicking limpido e sapiente e a testi ben costruiti, spesso commoventi e romantici ma senza cedimenti verso la banalità (la love song "The morning after", da un verso della quale l'EP prende il nome, è in questo senso un piccolo gioiello). "Like a Dancer", completamente autoprodotto, circola e viene pubblicato in esclusiva su XL di Repubblica, ottiene ottime recensioni su webzine e riviste del settore, due videoclip (i brani sono "Empty House" e "For The Little While") contribuiscono a renderlo noto.
In breve, il giovane Enrico Spanu, ventiseienne senza un'etichetta alle spalle, parte per il primo tour italiano e, sul palco dei Magazzini Generali di Milano, apre il concerto di Miles Kane.

Abbiamo incontrato il giovane cantautore alla vigilia dell'uscita del suo secondo EP e gli abbiamo chiesto di raccontarci qualcosa a proposito del suo progetto musicale.

Da quali esperienze pregresse e da che tipo di formazione musicale nasce il progetto "The Heart & The Void"? Come si è sviluppato dalle sue origini – in realtà piuttosto recenti – sino ad oggi?

Ho iniziato sin da bambino ad amare la musica inglese e americana grazie a mio padre e a mio fratello maggiore. Ho iniziato a studiare prima il pianoforte e poi la chitarra classica. Per un lungo periodo mi sono dedicato soltanto a suonare una specie di indie-rock con il mio vecchio gruppo e quando ci siamo sciolti ho deciso di dedicarmi alla musica folk-acustica che inspiegabilmente avevo un po’ abbandonato negli anni dell’adolescenza, durante i quali mi sono concentrato più sul grunge, sul punk, e l’alternative rock. Ho sfruttato gli studi di chitarra classica e la passione per il brit pop e iniziato a scrivere canzoni con l’idea che fossero suonate solo con voce e chitarra: tutto molto semplice!

Il Cuore ed il Vuoto come elementi contrapposti: uno pseudonimo che, per la sua particolare natura, richiamerebbe più facilmente il nome di una band. Qual è la sua storia?

Già, molti - com’è anche scontato che sia - si aspettano una band quando sentono questo nome e hanno difficoltà a capire perché mi presenti con questo moniker e non col mio nome proprio. In realtà è un escamotage usato spesso per i progetti solisti (i Bright Eyes sono nati come progetto solista di Conor Oberst, oppure pensa ad Iron & Wine). Quando ho iniziato ad avere un po’ di canzoni e la possibilità di suonare in giro ho avuto bisogno di trovare un nome e “il cuore ed il vuoto” erano delle tematiche che ritornavano spesso nelle mie canzoni in quel momento e quindi tra le varie possibilità ha prevalso quella.

Quali sono state e quali sono le maggiori difficoltà del farsi strada nell'affollato mondo indipendente della musica italiana e internazionale? Alla luce della tua esperienza, che consigli daresti ad un cantautore che decide d'intraprendere questa strada?

Sicuramente ho ben pochi consigli da dare visto che non penso di essere riuscito ancora a farmi strada e non so se mai ci riuscirò. Sicuramente bisogna avere tanta costanza e spirito di sacrificio per andare avanti. Soltanto una grande passione ti spinge ad investire e continuare a suonare e muoversi. E' importante provarle tutte per cercare di uscire dal “solito giro” e provare a far sentire la tua musica a più persone possibile. Non è facile e non è detto che la propria musica piaccia o che venga compresa per ciò che vuol essere.

Senza spingerti ad anticipare troppo, vorrei chiederti se il tuo prossimo lavoro sarà perfettamente coerente col sound di "Like a dancer" o se conterrà degli elementi di sorpresa per i tuoi ascoltatori.

Beh, il prossimo EP sarà sicuramente diverso dal precedente. Apparentemente potrà sembrare più allegro (e forse non ci voleva tanto!) e sicuramente sarà più curato per quanto riguarda i suoni e gli arrangiamenti. Quasi tutte le canzoni contengono qualche strumento in più rispetto alla sola chitarra anche se sarà comunque tutto minimale e semplice. Penso che comunque si avvertirà sia“l’urgenza” che mi ha spinto a pubblicare questo materiale sia il fatto che sia stato registrato in poche brevi sessioni, spero però che questi fattori contribuiscano ad evidenziare la spontaneità del risultato.

Quali sono i progetti musicali del panorama indipendente (e non) italiano ed estero che segui con maggiore attenzione e che ti sono stati d'ispirazione?

Potrei farti una lista enorme di musicisti che adoro. Sicuramente posso dirti che nel panorama indipendente italiano non ascolto nessuno, o meglio poche, pochissime cose. So che sembrerà una mossa scontata perché tu lo conosci bene ma uno dei cantautori a cui mi ispiro e che stimo di più è sicuramente Beeside, che è per me una fonte di ispirazione e un artista che conosco bene non solo per quanto riguarda il suo “songwriting”. In generale io mi appassiono a vari artisti a seconda dei momenti e li approfondisco il più possibile. Ad esempio sto ascoltando tanto i Shovels and Rope, duo americano formato da marito e moglie, assolutamente spettacolari. Sto seguendo molto Bonnie “Prince” Billy ultimamente e anche Passenger. Passenger molti lo snobberanno per via del successo che ha avuto con un pezzo come “Let her go” ma a mio parere è un songwriter eccezionale e adoro come continui a girare per il mondo suonando solo una chitarra. Poi le fonti di ispirazione sono ancora tante, Bob Dylan, Paul Simon, The Tallest Man on Earth, il già citato Iron & Wine, Bon Iver, Paul McCartney, Noel Gallagher... Questi sono alcuni tra i miei artisti preferiti.

Nike Gagliardi

ARTICOLO TRATTO DAL NUMERO 13 - FEBBRAIO 2015

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