Interviste

DI DANIELA DARK

Cosa succede quando due autorevoli cantautori di spiccata sensibilità s'incontrano?



Succede che ci si ritrova immersi in un'atmosfera di puro impatto intimista ed emozionale come quello di Ex live: i protagonisti del progetto in questione sono nientemeno che Giancarlo Onorato e Cristiano Godano. Quest'ultimo è conosciuto ai più come front-man e leader dei Marlene Kuntz, una delle più amate band della scena alternative/rock italiana. Forse più di nicchia ma non meno importante è Giancarlo Onorato: fondatore, cantante e chitarrista di uno dei gruppi culto della scena New Wave italiana, gli Underground Life; e successivamente, cantautore solista nonché produttore musicale, pittore e scrittore. Ed è proprio dal suo ultimo saggio/romanzo “Ex. Semi di musica vivifica” che prende vita il progetto Ex Live. Musica e letteratura, dunque, in un contesto dove i due artisti non solo ripropongono qualche brano dei rispettivi percorsi artistici, ma anche i classici di grandi fuoriclasse del rock internazionale come Lou Reed, Velvet Underground, Beck, Nick Cave. Il tutto in un sound minimale elettroacustico con qualche impennata di noise.


Giancarlo com'è avvenuta la decisione di scegliere Cristiano per Ex Live? Come vi siete incontrati?

Quando è uscito il libro, nel 2013, l'idea era di presentarlo in versione alternativa a quella classica, magari accompagnando la presentazione con della musica: quindi ho pensato di chiamare con me alcuni amici con i quali avevo già avuto modo di collaborare. Uno era appunto Paolo Benvegnù e l'altro era Cristiano. Abbiamo cominciato con Paolo: è andata molto bene e ci è venuta voglia di continuare a farlo bene, poi con Cristiano il progetto Ex Live è diventato un concerto a tutti gli effetti.


Cristiano come ti sei trovato a lavorare insieme a un artista come Giancarlo? Vi siete contaminati a vicenda?

Da un punto di vista culturale abbiamo delle visioni molto vicine: ci accomuna la comprensione dei fenomeni artistici; ci piace pensare a tutto ciò che è inerente al processo creativo in un modo molto simile. Direi che abbiamo una profondità e una complessità di visione comune. Ci siamo persino ritrovati in sintonia sul mood delle influenze che ci appartengono.


Scrittura e musica sono due forti componenti nella vita di entrambi. Quale delle due ha più influenza sull'altra?

Giancarlo: La canzone per me è una forma di narrazione, penso che sia uno dei momenti più significativi della letteratura del nostro tempo.

Cristiano: Per me forse c'è una leggera predominanza dell'aspetto letterario. Se c'è qualcosa che approfondisco, parlando da fruitore, tra musica e scrittura, è sicuramente la scrittura.


Avete iniziato i vostri percorsi musicali in periodi diversi ma ugualmente fiorenti, dove la ricerca e la sperimentazione abbracciavano musica, testi, arti visive, teatro e altre forme di comunicazione. Come vivete i cambiamenti del panorama musicale e artistico generale?

Giancarlo: È cambiato parecchio. Una volta fare un certo tipo di musica significava essere in grado di rinunciare a tutto; oggi c'è una grande crescita della tecnica, e un grande disagio della dispersione. Sicuramente ci sono molte più opportunità oggi, ma è più difficile trovare delle forti personalità, per quanto io trovi che il panorama della musica, nella sua multiformità caotica, proponga anche parecchie idee interessanti.


Cristiano: Con l'avvento di internet è cambiato tutto, la musica è diventata gratis e a me non piace. L'ho già detto tanto tempo fa, quando non era conveniente dirlo: 7 o 8 anni fa se dicevi “Non mi piace che la mia musica sia gratis” venivi preso per un retrogrado. Un esempio clamoroso fu quello dei Metallica: ai tempi di Napster loro dissero “Non ci piace che la nostra musica venga data gratis”, e tutto il mondo li pigliò per il culo. Ora tutti si rendono conto che non piace a nessuno dare la propria musica gratis, quindi si son rotti un po' tutti il cazzo di fare i politically correct. Ripeto, non è bello che la musica venga data gratis, ma tanto è così che funziona ormai. Sono le giovani leve che devono confrontarsi con queste nuove situazioni; è una domanda che andrebbe più rivolta a loro. Noi vecchi musicisti dobbiamo imparare a convivere con questa rivoluzione.

Cristiano, vuoi parlarci dell'ultimo progetto “Il vestito di Marlene” che con i Marlene Kuntz state portando in tour per i teatri?

Siamo stati coinvolti in questo progetto da una famiglia: un papà e due figli che si occupano della direzione artistica di un teatro ad Assisi. Essendo tutt’e tre fan dei Marlene hanno pensato a uno spettacolo di danza contemporanea che fosse accompagnato dalle nostre canzoni. Ce l'hanno proposto, a noi è piaciuta molto questa idea ed eccoci qua!


Giancarlo, oltre cantare, suonare e scrivere sei anche un eccellente pittore. Quale corrente pittorica ti ha influenzato maggiormente?

Per l'approccio con la pittura credo di essere un tardivo espressionista. L'espressionismo è una forma creativa che nei modi di dire non è mai finita, come il punk. Ci sono degli eventi che a un certo punto creano delle rotture che sono sempre rinnovabili: c'è sempre bisogno di rinnovare, di azzerare e ricominciare da capo. Così come il punk ha proposto di ricostruire abbattendo la forma, l'espressionismo è un ritorno all'emozione cruda, una visione fortemente emozionata e anche deformata della realtà. Le emozioni psicofisiche deformano le nostre visioni della realtà, quindi tutti i valori psichici che intervengono nella creatività e nella vita di tutti i giorni, secondo me, sono una grande spinta ideativa ed espressiva.


Hai qualche nuovo progetto in progress?

Sto lavorando a molte cose. Sto scrivendo un romanzo e credo di potermici dedicare completamente l'anno prossimo. Nel frattempo sto realizzando il disco nuovo che sarà pronto dopo l'estate, quindi presumibilmente in autunno partirà il tour.


Vi ringrazio moltissimo per la disponibilità. Vi saluto, ragazzi, alla prossima!

Grazie a te a tutto lo staff di Underground X per lo spazio e l’interessamento. Continuate a seguirci!


Daniela Dark

ARTICOLO TRATTO DAL NUMERO 14 - LUGLIO 2015


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