Interviste

DI FRANCESCA BUFFONI

I TITOR nascono a Torino, intorno al 2008, dall'incontro di 4 musicisti (Sabino Pace/ voce, Sandro Serra/ chitarra, Francesco Vittori/basso, Giuseppe Azzariti/ batteria) provenienti dal mondo del rock - hardcore - alternative degli anni '90 e da sempre attivi in pratiche e attitudine cosiddetta "do it yourself".



L'idea della band è stata quella di riappropriarsi dell'espressione della musica stessa, classificabile come "rock" ma suonata "hardcore" con un approccio tendenzialmente più estremo e diretto, sia alla forma che alla sostanza di tutto il progetto, dalle sonorità, all'approccio live e tutto il sistema di produzione con cui lavorano.
Ad oggi hanno concepito un Ep nel 2010 e un disco completo "Rock is Back" nel 2012, prodotto da Inri/Metatron (nuova indi label gestita da Paolo e Dade dei Linea 77 e da Pietro Camocha, manager di Metatron).
Circa 100 concerti in tutta Italia nell'ultimo anno, due videoclip (dei due singoli "Dal 2036" e "Titor Is Dead", quest'ultimo feat. I Senso D'oppio, il duo comico ospite fisso di Zelig!) e la presenza sul cd Tributo Italiano a Ivan Graziani, con la cover di "Motocross".
Ma passiamo alle domande..

Parlatemi della scelta del nome che racchiude anche il fondamento concettuale della band, ovvero quello di "John Titor" viaggiatore del tempo arrivato dal futuro.

Cekko: A livello narrativo, spieghiamo spesso che ciò che ci interessa di John Titor è il suo "status di osservatore": arrivando dal futuro può effettuare uno sguardo in un certo senso antropologico ed "esterno" sulla nostra epoca, creando spunti di riflessione interessante.
Ci ha anche interessato Titor come fenomeno della rete/web, quindi in senso meno romanzato e più storico-culturale, cioè come esperimento di comunicazione sociale che, fra le altre cose, ha suscitato diverse ed interessanti domande dell'umanità attuale sul proprio futuro.
Dopodiché i legami diretti con John Titor "originale" si fermano qui: per noi è fondamentalmente un riferimento concettuale e simbolico, che però reinterpretiamo a modo nostro per esprimere i nostri personali punti di vista sullo "spazio e sul tempo" in cui ci troviamo, attraverso i testi delle nostre canzoni.


Parlando ancora del nome mi viene in mente una frase assimilabile agli intenti di Titor, vale a dire : "Chi controlla il passato controlla il futuro, chi controlla il presente controlla il passato" ( Orwell ) che ne pensate?

Cekko: Ottimo aforisma orwelliano da "1984"; lo possiamo ritenere esatto in linea generale se applicato, secondo le intenzioni dell'autore, al potere politico e alla propaganda di regime: controllando il presente (mediante strumenti coercitivi e di allargamento del consenso) è possibile controllare il passato (applicando forme di revisionismo storico) e di conseguenza è possibile controllare anche il futuro (pianificando strategie di mantenimento del dominio).
Ma sul piano individuale il discorso cambia. Per il singolo individuo passato e futuro sono semplici proiezioni, che potrebbero essere utilizzate per allargare il proprio punto di vista, ma molto spesso diventano chimere (ricordi o fantasticherie) che distolgono dal pieno possesso del presente.
C'è solo un modo per controllare il presente, ed è: "essere presenti nell'istante".
Anche tutta la fascinazione dei viaggi nel tempo molto spesso non rivela altro che un desiderio di fuga dal presente verso epoche passate o future, e questo già denota una scarsa presa sul momento attuale.
In realtà tutta l'esistenza è un viaggio nel tempo attraverso una continua successione di istanti presenti, a prescindere dall'epoca relativa in cui ci si trova. Il resto è illusione.


Il vostro primo disco Rock is Back ha una potenza e un' urgenza comunicativa oltre ad un utilizzo di molteplici linguaggi nei testi che mi fa pensare che avete qualche genitore nei Fluxus, correggimi se sbaglio!

Sabino: Ci lusinga l'attenzione con cui hai colto e descritto questo aspetto della nostra musica! Per quel che riguarda i testi nello specifico ed il linguaggio utilizzato, il citare i grandissimi Fluxus non è per nulla scorretto...anzi! (a questo proposito ti anticipo che siamo in fase di registrazione di una loro cover che comparirà in un prossimo tributo italiano alla mitica band di Torino e alla quale ci è stato esplicitamente richiesto di partecipare!).
Io personalmente mi occupo della scrittura dei testi ed essi ovviamente sono poi condivisi con il resto della band.
Ciò che concretamente trattiamo vuole essere una lettura ed un'interpretazione critica (costruttiva e/o distruttiva a seconda del caso) della nostra società, ad oggi, nel nostro occidente italiano, in questa prospettiva spazio-temporale.
Per quel che riguarda il linguaggio usato, a parte una lunghissima fonte di ispirazione che arriva dalla letteratura, dal cinema, dal teatro e dalla poesia, a livello musicale siamo molto ispirati da diversi codici e sottocodici linguistici che arrivano dalla cultura "punk torinese anni '80" (e alcune sue conseguenze letteral-musicali, tipo appunto i Fluxus) o quella italiana (dai Wretched ai Disciplinatha), dall'hip hop italiano degli ultimi 25 anni e dalla musica italiana d'autore anni '60, '70. '80 (ad esempio Ivan Graziani, Rino Gaetano, Dalla e diversi altri).


Ho avuto il piacere di vedervi in live, questo perchè state calcando centinaia di palchi da quasi un anno, che feedback state ricevendo da parte del pubblico?

Sabino: Amiamo molto il palco. Mi capita spesso di affermare che forse, per me, è una "droga" che compensa ogni mio narcisismo e allo stesso tempo un desiderio di generosità assoluta, dare cioè "tutto". Effettivamente l'esperienza di concerti live (partendo anche dal pre-Titor), per il sottoscritto e per l'intero gruppo, senza peccare di falsa umiltà, ad oggi è veramente alta e consolidatasi con gli anni. Suono su palchi "rock" dal 1992, da quando avevo 16 anni. Da palchi di "rassegne musicali di bands emergenti", a squat tedeschi, a case occupate di tutta Italia grondandi fango e sudore, a "grossi palchi" in cui fai fatica a vedere i tuoi soci del gruppo, a non palchi tipo pavimenti, cantine, a casa con stanze improvvisate a sala concerti, a onesti e pratici club live. Con TITOR e il pubblico presente ai concerti, in questo ultimo anno ci si sta divertendo veramente molto. La gente che viene ai nostri live è sempre più numerosa e speriamo si ampli ulteriormente. Ogni volta che suoniamo si crea un particolarissimo feedback comunicativo effettivamente un po' difficile da spiegare, ma da vivere o condividere direttamente.


All'interno del disco proponete un tributo ad Ivan Graziani con il brano "Motocross", come mai questa scelta?

Sabino: La scelta di tributare proprio Ivan Graziani con questo brano è arrivata dopo diversi confronti al nostro interno, ma che alla fine ci hanno resi felicemente unanimi nel giudizio finale.
Per quanto mi riguarda, il mio vero e proprio amore per questo artista arriva da diversi anni fa, fin dalla mia infanzia e dei miei ascolti dell'adolescenza.
Il testo dell'originale è, a mio vedere, strepitoso e, allo stesso tempo, riflette molto la mia "poetica" nello scrivere.
Il tema del brano è di una situazione umana drammaticamente "al limite", un uomo "aggiornato", "moderno" e con una prospettiva di vita ambiziosa, curiosa, avventurosa ma, dopodichè, ingenuamente (auto)distruttiva e scarsamente lungimirante per via della sua presunzione.
Il brano, come sopra anche accennato, ha anche avuto l'onore di essere presente nella compilation italiana "Tributo a Ivan Graziani" uscito nel 2012 e curata, fra gli altri, dalla famiglia stessa di Ivan Graziani. Ovviamente per noi un'emozione e un onore senza prezzo!


Com'è nata la collaborazione con i vecchi amici dei Linea 77 e l'etichetta INRI?

Sabino: Siamo "cugini" dei Linea77 dai lontani anni '90, quando militavamo nelle nostre precedenti bands e si sono sono condivisi insieme molti palchi perlopiù torinesi. Dopodichè, strade e "scelte di campo" e di modalità di produzione molto diverse ci hanno fatto percorrere binari meno vicini ed infine, da alcuni anni (e forse tutti più grandicelli di età..!) ci si è felicemente ritrovati.
Dade e Paolo (insieme a Pietro) hanno fondato INRI label solo 2 anni fa (e il management Metatron già da diversi anni) e la proposta di collaborare per la produzione del nostro I album "Rock Is Back" (nel 2011 è uscito per loro anche un album per l'altra mia band, I TRENI ALL'ALBA) per loro è stata spontanea e diretta, condotta da genuini e schietti elementi di apprezzamento per il nostro sound ed in particolare delle nostre performance live; da parte di noi Titor è stato quindi anche per il piacere e la possibilità di lavorare con persone così esperte ed attente al sound e alla cultura alternativa italiana ed internazionale, con un bagaglio di esperienza incredibile, come musicisti, management e ora, anche come produttori artistici veri e propri. Oltre ciò un ottimo livello relazionale e di stima umana reciproca fanno si che si possa lavorare decisamente bene insieme.


Provenite tutti dalla fucina della Torino punk hc anni '90, avete militato in gruppi del calibro di Bellicosi , Distruzione, Sickhead, il subbuglio di quegl' anni oggi lo sogniamo! Ancora rimane qualche strascico nostalgico ma effettivamente com'è la situazione attualmente?

Cekko: La situazione è fortunatamente vivace e piena di fermento. Sicuramente rispetto agli anni che hai citato ci sono delle sostanziali differenze: già solo, per dirne una, non c'erano a quei tempi telefonini cellulari, internet e social network. Questo fa sì che talvolta quei periodi vengano ammantati di un alone quasi leggendario, anche se a lungo andare l'eccessivo sentimento nostalgico può diventare controproducente, perché rischia di creare immobilismo. Però, come dicevo, non è un rischio che vedo attualmente. Di fatto io vedo molte persone che hanno molta voglia di cimentarsi a livello comunicativo e artistico. Alle volte questo slancio è dettato da un impulso autentico, da un'urgenza espressiva, altre volte è un fattore di riflusso, moda o emulazione. Credo che la differenza possa essere colta, oggi come allora, ponendo a se stessi in tutta onestà una semplice domanda: "perché faccio quello che sto facendo?"


Ultima domanda, quali sono i progetti futuri della band e quando vi rivedremo in Sardegna?

Sabino: Ad oggi (Aprile 2013) ci stiamo dedicando al "Titor is Dead Tour, fino a Maggio 2013 e poi stiamo già lavorando per i live estivi.
Oltre ciò siamo in fase di scrittura di nuovi brani che faranno parte del nuovo album. Stiamo inoltre preparando un paio di nuove cover, una delle quali è stata sopra citata....
Stiamo inoltre preparando il nuovo videoclip ( il terzo, fino ad oggi), con immagini e riprese live già girate un mese fa in un live club di Torino...
"Titor non ha mai smesso di tornare" e pertanto tornerà presto anche in Sardegna, speriamo quest'anno o il prossimo con l'album nuovo!


Francesca Buffoni

ARTICOLO TRATTO DAL NUMERO 10 - GIUGNO 2013

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