Stupide credenze

Di UNO

Non chiedetemi com'è che scrivo ancora qua... dato che ci sono però ne dico un'altra che mi scappa: il diritto allo studio...




eh si, carissimi aspiranti nichilisti, questa la sapete bene!
Il diritto allo studio non esiste, nel senso che non viene realmente riconosciuto bla bla bla, che vi hanno preso in giro bla bla bla, che non è servito a niente leccare i culi e prendere dei bei voti bla bla bla... ve la girate così, immagino... ma come al solito siete parecchio lontani dalla verità, per via di quel problemino con la causa e l'effetto, ricordate?
Lo stupido borghese li confonde molto facilmente.
Chissà quante volte avete sentito l'impiegato arrogante che dallo sportello del suo ufficio ne diceva del tipo "se anche loro avessero studiato" – riferendosi allo sfigato di turno che, per l'ennesimo irrazionale cavillo burocratico, finisce per dare dell'ottuso e del lavativo all'impiegato "se anche loro avessero studiato e magari vinto un concorso, a quest'ora avrebbero anche loro un posto come questo..."
Fa ridere, no? Lo sanno tutti delle manfrine ai concorsi, degli agganci e tutto il resto... per non parlare del passaggio assurdo "studio - quindi occupo un posto".
Perché allora l'idea del diritto allo studio non fa ridere?
Eppure il ragionamento è lo stesso, tutti hanno diritto allo studio, anche se i posti da occupare sono pochi, ma come si spiega?
Con l'illusione, tutto qua...
l'illusione dello stupido borghese... allora, concentriamoci: l'importante è avere la possibilità, giusto?
Se poi non è una possibilità reale chi se ne importa!
Quindi via con decine e decine di corsi di laurea, improvvisati giusto per dare a tutti il contentino delle possibilità (e qualche posticino in più agli amici della Wallera, ovvio...).
Vi torna?
Che poi, anche gli altri corsi di laurea non se la passano bene...
eh sì, tutti vanno a studiare e siccome ciò che conta è la possibilità nominale,
allora tutti hanno la possibilità di frequentare le facoltà pubbliche, che se non sono a numero chiuso ormai valgono meno di niente.
Ops...
tutte tranne la tua naturalmente, e la tua, come no...
il punto, cari amici nichilisti/materialisti o aspiranti tali, è che il diritto allo studio è una stupida credenza borghese,
ed è sempre stato così anche quando non c'era la crisi,
anche quando effettivamente la classe dirigente veniva fuori dalle università pubbliche.
Solamente che allora i numeri degli studenti erano altri,
e la televisione non aveva ancora fatto quella manipolazione cerebrale per cui tutti già da piccoli sapevano che sarebbero diventati Qualcuno, e che l'essere qualcuno doveva necessariamente coincidere con una certa professione... da cui la legge universale che se non diventi rockstar allora vada per l'avvocato, per il medico eccetera eccetera.
Ci siamo, si?
Pare sia questa la frittata cerebro-culturale che si cela dietro alla proclamazione del diritto allo studio: ma cari nichilisti, come vedete, il diritto allo studio è una stupida credenza borghese, verissimo!
Il diritto all'illusione però, non ce lo può levare nessuno!

Uno

ARTICOLO TRATTO DAL NUMERO 12 - AGOSTO 2014

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