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Pirati informatici, criminali dell'web, cyberattivisti...
sono alcune delle tante etichette che i mass media hanno attribuito a chi si definisce come Hacker.



In realtà dietro questa parola si nasconde una sorprendente varietà di persone e organizzazioni con in comune la passione per la ricerca, l'informatica e la libera informazione.

Il verbo "To hack" significa letteralmente "fare a pezzi", "smontare", ed è questo ciò che fanno i primi hacker: smontare per conoscere e conoscere per migliorare.
Ed è proprio così che sono nati e si sono sviluppati la Rete, il personal computer e i vari software: non ad opera di aziende e governi ma ad opera di singoli individui, che autonomamente e attraverso un meccanismo di comunità aperta (partecipazione collettiva) hanno studiato, analizzato e diffuso le loro conoscenze informatiche.

Il sistema operativo Linux ne è un esempio, ideato da Linus Torvalds, programmatore e hacker, come alternativa ai software commerciali con licenza chiusa (Microsoft Windows); così come il progetto GNU, un sistema ideato dall'hacker Richard Stallman con l'intento di promuovere libertà e cooperazione per i software, ancora un esempio è l'organizzazione Mozilla, l'open source e tanti altri, che in comune hanno la caratteristica di essere free: liberi e gratuiti e quindi per tutti.
Come si può intuire, gli hacker non sono certo a favore del copyright (tanto caro a Bill Gates), ma piuttosto diffondono il concetto di copyleft, l'esatto contrario, e cioè nessun diritto sulle copie distribuite ma piuttosto permesso di copia per diffondere il programma.
Secondo le strategie hacker, rendere il programma disponibile dà la possibilità a tutti di utilizzarlo e apre le porte al perfezionamento del programma stesso: gli addetti ai lavori infatti hanno la possibilità (non essendo "chiuso" da copyright) di modificarlo e quindi migliorarlo. Attualmente contribuiscono allo sviluppo di Linux migliaia di programmatori da ogni parte del mondo.

Una caratteristica propria degli Hacker, ribadita fin dalle origini come un dovere etico, è la condivisione di qualsiasi nozione appresa, in modo da aiutare altri ricercatori a scovare nuove soluzioni.
A parte lo scopo di ricerca e innovazione, un ala importante del movimento ha da sempre portato avanti delle battaglie che avevano come fine la libera informazione e la decentralizzazione del potere.
A questo scopo hanno portato avanti dei veri e propri attacchi a multinazionali, governi e potenti organizzazioni.

Un esempio recente sono le azioni di Anonymous, un gruppo nato e attivo su web che porta avanti diverse battaglie in tutto il mondo contro aziende, governi, associazioni private che negano o minacciano la libertà di espressione.
È una rete di utenti o comunità online che agisce in modo coordinato rispetto ad un preciso obiettivo nel più totale anonimato, se non con la firma di Anonymous.

Nella varietà di tipologie hacker ci sono i cosiddetti "cracker": così definiti dagli hacker stessi per non essere con loro confusi, perché si tratta di membri che agiscono secondo obiettivi diversi da quelli condivisi dalla comunità presente e attiva nella Rete.
I cracker sono coloro che commettono vari tipi di crimini informatici: dalla creazione e diffusione di virus, a delle vere e proprie rapine su conti correnti, conti telefonici ecc...
Agiscono per l'esclusivo bene personale, danneggiando altri utenti: uno scopo ben diverso da quello presente nel Manifesto dell'hacker diffuso nell'web, un grido di battaglia eleborato nel 1986 da un certo The Mentor.
Chiudo con una frase estrapolata da questo scritto: "Il mio crimine è la mia curiosità. Il mio crimine è desiderare di sapere quello che voi non vorreste dire, desiderare di sapere tutto ciò che la mia natura di essere umano mi dà il pieno 'e inalienabile diritto di conoscere'".

Le origini


Le origini del movimento risalgono agli anni '50 in una delle più celebri università di ricerca del mondo, il MIT (Massachusetts Institute of Technology, Cambridge).
Qui, un gruppo di studenti per esorcizzare la rigidità e le difficoltà dei corsi si dà il nome di Hacker e organizza goliardate varie: scherzi telefonici, carcasse sull'uscio della porta, rivestimenti di alluminio per la cupola dell'università, banali gavettoni...
Col passare del tempo queste semplici beffe assumono una connotazione sempre più ribelle, le menti creative di questi ragazzi infatti, inventano "burle" sempre più elaborate e ai limiti dell'illegalità, allo scopo di mettere alla prova sé stessi e superare i limiti imposti dall'accademia.
Ad esempio nel 1963 un certo Steward Nelson, matricola, scoprì che alcune note emesse dall'altoparlante di un minicomputer potevano essere utilizzate per entrare nel sistema telefonico: riuscì così a fare un giro nella linea del tempo, gratuitamente!
Questi ragazzi diventano sempre più avversi alle barriere e agli impedimenti che incontrano nell'università: esplorano e studiano di nascosto tutti i computer che arrivano nel campus e diventano degli abili programmatori.
Tutte le loro conoscenze sono utilizzate per trovare soluzioni efficaci a problemi informatici sempre più complessi.
Sempre Nelson divenne un leader nell'hackeraggio di serrature: la sfida consisteva nell'aprire ogni tipo di porta o cassetta di sicurezza o sistema di protezione, solo per il piacere di scardinare delle barriere. Si dice infatti, che per un hacker ogni porta chiusa sia un insulto e ogni porta chiusa a chiave sia un oltraggio!

Anonymous'act


Tra le azioni più recenti quella contro Israele, ad opera del gruppo ZCompanyHackingCrew: gli hacker si sono impossessati degli account di youtube, facebook, twitter nonché del blog personale del primo ministro israeliano Silvan Shalom per mostrare la loro solidarietà con Gaza, così come scrivono su Twitter...
Nei giorni scorsi sono stati presi di mira da attivisti di Anonymous siti di organizzazioni, aziende e istituzioni israeliane.
Secondo un comunicato Ansa (Roma, 21 novembre) sono stati innumerevoli gli attacchi a siti israeliani da parte di hacker: 44 milioni di tentativi di intrusione, di cui 10 milioni solo per il sito del presidente.

Una delle battaglie più conosciute di Anon è quella contro l'organizzazione di Scientology, ritenuta una pericolosa setta religiosa: (il loro obiettivo è quello di portare fuori il maggior numero di membri possibile).
Un altro famoso attacco (marzo 2012) è quello al sito del Vaticano, rimasto bloccato con una rivendicazione in cui Anonymous dichiara di essere contro le discriminazioni religiose, sessuali e politiche propinate dal clero e contro la negazione della terapia genica ai fini curativi e la sperimentazione su cellule staminali.
Un attacco va anche a radio vaticana, la cui potenza dei trasmettitori oltre i limiti di legge, è ormai nota da anni.

Marcella M.

ARTICOLO TRATTO DAL NUMERO 9 - GENNAIO 2013

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