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di Paolo Lubinu

Sì è concluso sabato a Nuoro il tour in Sardegna dei Goblin di Claudio Simonetti, band simbolo del progressive italiano nota al grande pubblico per la colonna sonora del film culto Profondo Rosso di Dario Argento, quattordici settimane primo in classifica nelle Hit Parade, battuto alla quindicesima settimana da Gamma, un brano del padre di Claudio Simonetti (Enrico Simonetti) che sabato i Goblin hanno suonato con una certa emozione davanti al pubblico del teatro Eliseo di Nuoro.



Da quel 1975 di Profondo Rosso i Goblin si sono occupati di varie colonne sonore cult del genere horror: Suspiria, Tenebre e Phenomena di Dario Argento, per citarne qualcuno, ma anche Demoni di Lamberto Bava e altri horror internazionali come Zombi (Dawn of the Dead) di George A. Romero.
Lo spettacolo proposto dai Goblin in questi giorni non aveva a che fare con una normale esibizione di una normale band progressive, ma con la sonorizzazione dal vivo dei film Profondo Rosso (a Cagliari) e Suspiria (a Nuoro). Il pubblico di appassionati accorso per le due tappe da tutta l’isola ha così potuto assistere alle celebri proiezioni come fosse la prima volta, godendo appieno delle suggestioni musica e immagine e lasciandosi travolgere da un’idea di progressive che oggi ritroviamo più spesso nei linguaggi del noise e dell’industrial, dove la trama, diciamo così tradizionale, subisce volentieri una violenza a favore di una nuova trama, musica e immagine appunto, progressive.
 

Claudio Simonetti's Goblin in concerto al Teatro Eliseo di Nuoro


Finito il film si è passati a un live set più tradizionale, dove i Goblin hanno eseguito alcuni brani tra i più conosciuti della loro carriera pur mantenendo una continuità narrativa con la tensione precedente, grazie al montaggio video di supporto per ogni brano.
Lunghi applausi a fine spettacolo, volti perlopiù distesi e soddisfatti, organizzatori felici e forse – ma anche questo fa parte dello spettacolo – qualche malcapitato borghese terrorizzato.
Pollice in su per Agitoriu e Brincamus per l’organizzazione.

Paolo Lubinu


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