Recensioni



Carmelo Pipitone – Cornucopia – CD
La Fabbrica Etichetta Indipendente – 2018
Rock, Folk, Prog
Ascolta il brano: Il potere

Cornucopia è l'album di debutto da solista di Carmelo Pipitone, uscito a novembre 2018 per La Fabbrica Etichetta Indipendente. In questi ultimi tempi seppur fermo con i Marta su Tubi, Carmelo è stato più che fecondo artisticamente con altri progetti: l'anno scorso l'esordio dei Dunk con un disco omonimo è stato riconosciuto come uno dei migliori lavori usciti in Italia nel 2018, e pochi mesi fa è uscito il nuovo album degli O.R.k., Ramagehead.
Al suo fianco in questo lavoro solista c'è proprio LEF, Lorenzo Esposito Fornasari, tastierista e cantante negli O.R.k., produttore del disco che ora lo accompagna in un nuovo live set per la seconda parte del tour iniziata ad aprile.
Cornucopia è un disco intenso, originale e per niente monotono, sia nei testi che nel sound si evince da subito il suo essere viscerale e sanguigno: folk, rock e prog coesi e tenuti insieme da una voce ruvida e profonda. In tutto il disco la chitarra di Pipitone affianca e sorregge la profonda intimità del cantato, dove prendono forma arabeschi mai troppo lineari e per niente accomodanti.
Si sentono chiaramente le radici siciliane e le influenze dei primi Marta sui Tubi, o di un Capossela, ma decisamente più rock, e anche le soluzioni rock prog degli O.R.k.
“Questo è il breve viaggio di un piccolo uomo tra i vicoli sporchi di una città” dice Carmelo “È anche il racconto di un condannato a morte dalla vita, che viaggia nel tempo per raggiungere e combattere Dio”. E la suggestione che prende forma, in particolare nella prima parte, è proprio quella di una tensione, di un tormento da superare, che nella seconda parte arriva a compiersi.
Ad aprire le porte di questo viaggio Talè: qui la chitarra acustica e la voce intima e sussurrata trasudano malinconia e da subito entra in scena la sicilianità dell'autore. Con Vertigini a cuore aperto l'atmosfera diventa energica e tagliente, ricca di distorsioni e ritmi altalenanti con un flusso di parole che non lascia spazio alla leggerezza. Timbro cavernoso e testo forte anche nella successiva Il Potere, mentre in Come tutti, attraverso un testo di Alex Boschetti, si emigra in un racconto di acidità e prog.
Nella seconda parte del disco le sonorità diventano più delicate, ma assolutamente mai scontate e nemmeno lontanamente pop: con L'acqua che hai ingoiato viviamo un attimo di calma, sempre apparente, e arriviamo al brano Attentato a Dio con una chitarra acustica rassicurante, un cantato cavernoso e rabbioso e un testo che sfida una qualche entità che comunque non si svelerà. Meglio andare, cantato con LEF, con le sue lievi venature prog ci conduce con leggerezza all'ultimo brano, Sospeso: un pezzo strumentale delicato e poetico che svanisce lentamente e chiude il viaggio.
In conclusione Cornucopia è un disco intimo, a tratti oscuro e inquietante ma sempre diretto e sincero: un concept album in cui Pipitone rivela la sua visione senza veli e si rivela un artista completo.

Marcella Muglia




foto di Benedetta Balloni

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